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	<title>Sulle Ali Del Leone &#187; la rotta</title>
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	<description>navigando sulle rotte della serenissima</description>
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		<title>Istanbul e Venezia, i confini del &#8220;continente liquido&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 13:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="164" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/06/Screen-shot-2012-06-07-at-3.58.31-PM-300x164.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Screen shot 2012-06-07 at 3.58.31 PM" title="Screen shot 2012-06-07 at 3.58.31 PM" /></p>Istanbul e Venezia, due mondi che si sono sempre incrociati e che mai come oggi appaiono lontani. La Serenissima sembra lo specchio di un Vecchio Continente sempre più chiuso e ingobbito, città assediata dal turismo, che non riesce a trovare altri sbocchi alla decadenza di un Nordest in recessione. Istanbul, la città gemellata da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="164" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/06/Screen-shot-2012-06-07-at-3.58.31-PM-300x164.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Screen shot 2012-06-07 at 3.58.31 PM" title="Screen shot 2012-06-07 at 3.58.31 PM" /></p><p>Istanbul e Venezia, due mondi che si sono sempre incrociati e che mai come oggi appaiono lontani. La Serenissima sembra lo specchio di un Vecchio Continente sempre più chiuso e ingobbito, città assediata dal turismo, che non riesce a trovare altri sbocchi alla decadenza di un Nordest in recessione.<br />
Istanbul, la città gemellata da un lustro con Venezia, offre invece l’immagine di un Paese nuovo, di una Turchia a colori, forte, energica, orgogliosa, appagata dal suo status di membro del G20 e dal ruolo di guida in Medio Oriente. Il bianco e nero che raccontava qualche decennio fa il Nobel della letteratura Omar Pamuk si è stemperato. Allora Istanbul era la capitale di una nazione chiusa, incerta, ferita, il centro di giochi di spie e diplomazie tra Oriente e Occidente che la utilizzavano solo come sponda. Oggi vuole essere attore del nuovo mondo bipolare che si sta costruendo tra Cina e Stati Uniti, ponte sul Mediterraneo delle correnti islamiche moderate, testimone che un altro mondo è possibile, ma non come speravamo e pensavamo noi occidentali. E riemerge la diffidenza verso la nuova potenza orientale.<br />
Ma mai come oggi c’è bisogno di coraggio, di aperture, di intrecci. E la Storia potrebbe soccorrerci rispolverando la cara e vecchia Venezia in funzione di ponte culturale andando oltre Lepanto. Non c’è muro che tenga, il Mare Nostrum è anche loro, di turchi, egiziani, libanesi, israeliani, libici. È uno spazio comune, Fernand Braudel identificò il Mediterraneo come il “continente liquido”. E Venezia può tornare protagonista di questo nuovo mondo.<br />
Non solo per le storie intrecciate, i commerci, i ricordi. Le università veneziane di Ca’ Foscari e Viu hanno anche gettato le basi per costruire un ponte di collaborazione che possa aprire le porte del ricco mercato turco &#8211; il Paese viaggia a colpi del più 8% del Pil all’anno &#8211; alle imprese del Nordest. L’Italia è per Ankara il quarto partner commerciale e nel 2011 si è tagliato il traguardo dei 20 miliardi di dollari di interscambio. Quasi 900 aziende italiane operano in Turchia, anche in settori strategici, fornendo un significativo contributo produttivo e tecnologico alla crescita del Paese. Ora è il momento delle piccole e medie imprese, il polmone produttivo triveneto che in questo momento è un po’ col fiato corto, complice un mercato italiano sempre più sfiatato. L’unica strada per crescere è l’estero, e guardare troppo lontano &#8211; a Cina o India &#8211; potrebbe dare vertigini.<br />
Meglio seguire vecchie rotte veneziane, quelle che nel Medioevo hanno portato i serenissimi a conquistare porti e basi commerciali fino alla Tana (Mar d’Azov, oggi Russia) passando ovviamente da Istanbul &#8211; Costantinopoli, l’Egeo, Aleppo in Siria (altra zona caldissima), Cipro, Alessandria. Rotte di commercio e di “mude” &#8211; i convogli che dal XII al XV secolo organizzava la Serenissima a sue spese per aiutare e rendere più sicuri i traffici dei mercanti veneti, e non solo &#8211; che l’associazione Venti di Cultura in collaborazione con l’associazione UnaVelaper vogliono ripercorrere per documentare quanto è rimasto di quei tempi come testimonianze architettoniche e culturali, e per aprire nuovi rapporti, stringere legami, capire dal cuore di questa grande nazione il nuovo Mediterraneo che si sta costruendo.<br />
Il viaggio &#8211; tremila miglia tra luglio e settembre &#8211; ovviamente partirà da Venezia, in barca a vela, come un tempo partivano le galee. Un 20 metri, Moana 60, un equipaggio di amici e curiosi esploratori, che vuole navigare Sulle Ali del Leone &#8211; In viaggio verso Levante. Ma questa volta, a differenza di sei anni fa, l’obiettivo non sarà solo l’Adriatico, quel mare che guerre e sciovinismi avevano fatto diventare un muro e che oggi, grazie all’entrata in Europa della Croazia, è già un ponte. Certo, la prima tappa sarà sempre la Dalmazia, e poi arriveranno il Montenegro (candidato all’entrata nella Ue, come la rediviva Serbia) e l’Albania. A Porto Palermo, tra Valona e Saranda, dal 10 al 12 agosto la fortezza di Alì Pashà Tepelena ospiterà un festival artistico che si annuncia rivoluzionario. Dopo vent’anni dagli sbarchi di vecchie carrette e gommoni che portavano migliaia di disperati alla ricerca di libertà e benessere, questa volta saremo noi a sbarcare idee, sogni, progetti artistici.<br />
Questa sarà solo una delle tappe di questo itinerario tra cultura, scoperta e natura. L’obiettivo principale è Istanbul, mille e passa miglia da Venezia, la porta verso Oriente che ha affascinato legioni di viaggiatori e mercanti fin dall’antichità. L’antica Costantinopoli, la seconda Roma che rivaleggiò nei racconti con un’altra città mitica, che visiteremo: Troia. Rotte leggendarie, ricche di storie, a partire da quella degli Argonauti di Giasone, che attraversò anche l’Adriatico dopo aver risalito il Danubio. Vogliamo toccare Atene, capitale della Grecia piegata dalla crisi, ma anche visitare le isole dell’Egeo, paradisi delle vacanze e un tempo di pirati anche veneziani (il Ducato di Nasso), gettare l’ancora davanti alle fortezze bizantin-veneziane-turche di Nauplia, Corinto, Corone e Modone.<br />
Mille storie per tremila miglia, sperando che non serviranno mille e una notte per arrivarci. E chissà che l’anno prossimo non si possa andare ancora più lontano. A Trebisonda, l’odierna Trabzon. Alla fine del Mar Nero, in Crimea, alle foci del Don. Dove iniziava un altro viaggio. Quello verso il Catai.</p>
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		<title>rotte veneziane nel mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 14:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/07/IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu" title="IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu" /></p>Allora, intorno al 500 dopo Cristo, la città serenissima era nemmeno un&#8217;idea. Ma già i marinai che percorrevano con piccole barche dal fondo piatto le acque lente e basse delle lagune dell&#8217;alto Adriatico &#8211; nome che arriva da un altro porto dominante ai tempi dei romani, Adria &#8211; avevano deciso che non sarebbe bastata la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/07/IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu" title="IMG_0881_mandraki_fortezza_vecchia_corfu" /></p><p>Allora, intorno al 500 dopo Cristo, la città serenissima era nemmeno un&#8217;idea. Ma già i marinai che percorrevano con piccole barche dal fondo piatto le acque lente e basse delle lagune dell&#8217;alto Adriatico &#8211; nome che arriva da un altro porto dominante ai tempi dei romani, Adria &#8211; avevano deciso che non sarebbe bastata la pesca a far diventare grandi quel grappolo di isole appena protette dal mare dalle lingue di terra dei lidi. Serviva una merce più preziosa per superare la sopravvivenza e costruire una qualche gloria. Scelsero il sale, il sapore di tutti gli alimenti, la materia prima per conservarli. Costruirono le prime fabbriche, fecero concorrenza a Ravenna, risalirono i corsi del Po e dell&#8217;Adige per esportarlo nelle città e nei villaggi del &#8220;continente&#8221;. Mercanti furono quindi fin dall&#8217;inizio i veneziani, e grandi viaggiatori lo diventarono ben presto per seguire quello spirito di curiosità e d&#8217;avventura che forse era nel loro Dna fin dall&#8217;inizio. Rivoalto, il futuro Rialto, e gli altri piccoli villaggi su palafitte che costellavano la laguna erano sotto la giurisdizione di Costantinopoli, la seconda Roma, l&#8217;erede diretta dell&#8217;impero che aveva dominato il mondo per mille anni ed era stato inghiottito dalle invasioni degli stranieri, e, soprattutto, dall&#8217;implosione di uno Stato che non aveva più cittadini ma solo clientes, che non aveva più orgoglio ma solo istinto di sopravvivenza. Vi ricorda un altro tempo? L’oggi?</p>
<p><a href="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/05/dardanelli_anatolia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-507" title="dardanelli_anatolia" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/05/dardanelli_anatolia.jpg" alt="" width="1024" height="550" /></a><br />
Bisanzio, oggi Istanbul, stava in un altro incrocio magico e cruciale tra due mari &#8211; l&#8217;Egeo e il Nero &#8211; a due passi da un&#8217;altra città che ha fatto storia: Troia.<br />
Costantinopoli fu il modello, l&#8217;ambizione, il destino che portò Venezia a conquistarla nel 1204, cinque secoli dopo la sua fondazione. Ma prima, all&#8217;inizio della sua storia, questo spicchio d&#8217;Italia sospeso sull&#8217;acqua era solo un&#8217;oscura provincia occidentale già mezza dimenticata, simulacro della regione romana Decima, la Venetia et Histria. La futura Dominante era ben poca cosa, le case erano &#8220;come uccelli acquatici, ora sul mare, ora sulla terra&#8221; con le barche &#8220;attaccate ai muri a guisa di animali&#8221; scriveva il segretario del re goto Teodorico Cassiodoro, il primo che scrisse fondando il mito di Venezia. Per il dignitario della corte bizantina quel posto dove tutti vivevano in case simili e combattevano ogni giorno per vincere la sfida con una natura di certo non benigna era già l&#8217;Utopia, un paradiso d&#8217;uguaglianza come lo stato perfetto che Thomas More avrebbe situato più tardi e non a caso in un&#8217;altra isola, questa volta persa in mezzo a un oceano.<br />
Venezia dunque vorrebbe essere nata capitale senza legami con la terraferma, polis democratica e indipendente come le antiche città greche, sospesa in un mondo di mezzo che fu sempre la sua forza e la sua magia. La storia della città anfibia scritta dai suoi abitanti ha sempre posto l&#8217;accento su questa indipendenza, come se la Repubblica fosse germogliata spontaneamente (vizio antico quello di dotarsi di nobili natali e nessuna catena).<br />
Ma la storia ha bisogno di date per scolpirsi nella memoria, di pietre per testimoniare la sua presenza, di porti per difendere i suoi viaggi e commerci. Venezia iniziò quindi a modellare quei confini che per secoli furono anche suoi con mura, bastioni, chiese, palazzi. Gli stessi che costellano come perle la corona delle sue antiche rotte tra l&#8217;Adriatico e il Levante: Pirano, Parenzo, Pola, Lussino, Zara, Sebenico, Spalato, e più giù, nell&#8217;attuale Montenegro, e poi Albania: Scutari, Durazzo, Valona, Saranda. La Grecia, il Levante Veneto: Corfù, Cefalonia, Itaca, Zante, Modone, Corone, Creta, Cipro, Chios. Infine Troia, i Dardanelli, il Bosforo, Istanbul. Isole e coste che portano tracce e vestigia di quell&#8217;antica conoscenza e ancora nella memoria hanno riconoscenza per gli antichi rapporti, legami strettissimi con quella che era la loro porta verso l&#8217;Occidente.<br />
Ecco, noi, con una filante barca di 60 piedi dalla storia già gloriosa alle spalle vogliamo riaprire quella porta e raccontare i sogni e le speranze delle genti che incontreremo in questo viaggio che inizierà il 1 luglio di quest’anno e finirà verso la metà d’agosto, dopo 4mila miglia. Tornare a viaggiare Sulle Ali del Leone per conoscere i confini della Serenissima in Oriente e la Turchia di oggi.</p>
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		<title>la rotta</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 00:25:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="186" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/05/cartina_2012_prima2-e1337606618938-300x186.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="cartina_2012_prima" title="cartina_2012_prima" /></p>la rotta di &#8220;Moana 60&#8243;: Venezia &#8211; Istanbul ed Egeo: 2 Luglio &#8211; 2 Agosto 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="186" src="http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/05/cartina_2012_prima2-e1337606618938-300x186.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="cartina_2012_prima" title="cartina_2012_prima" /></p><p>la rotta di &#8220;Moana 60&#8243;: Venezia &#8211; Istanbul ed Egeo: 2 Luglio &#8211; 2 Agosto 2012<span id="more-275"></span></p>
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<p align="justify"><a href='http://www.sullealidelleone.com/wp-content/uploads/2012/05/cartina_2012_ok.pdf' class='small-button smallorange' target="_blank"><span>guarda la cartina della rotta in alta risoluzione</span></a></p>
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